Nel settore del marketing è importante poter misurare i risultati delle campagne per verificare l’efficacia delle scelte fatte. Questo è possibile ricorrendo ai KPI (Key Performance Indicators), indicatori che forniscono delle misure quantificabili utili per valutare l’efficacia di una campagna di marketing. Vediamo quali sono le migliori da usare, ovvero quali sono i 10 KPI per migliorare le strategie di marketing.

ROMI (Return on Marketing Investment)

Anche nel marketing è necessario calcolare il ROI, il ritorno dell’investimento fatto. In questo caso il KPI di riferimento è il ROMI (Return on Marketing Investment) il cui scopo è quello di valutare come gli investimenti fatti in azioni di marketing contribuiscono ai profitti. Ovviamente più l’indicatore è positivo meglio stanno fruttando le azioni compiute. Il ROMI fornisce un’indicazione su quali sono le campagne che performano meglio e quindi sulle quali conviene investire per ottenere i risultati migliori.

Tasso di conversione dei lead

Il tasso di conversione dei lead (o contatti) è un altro indicatore importante per approfondire la canalizzazione di vendita e valutare quale campagna di marketing ha le migliori ripercussioni sul ROI della propria azienda.
Tasso di conversione per canale di marketing
Quello dei canali di marketing (DEM, eventi, inbound e così via). E’ il tasso di conversione medio per ciascun canale. Si potrà così assegnare più budget ai più efficienti.

Costo per Lead

Conoscere il costo legato a ciascun lead consente di valutare l’efficacia delle proprie azioni di marketing e di mantenere il controllo sul budget pubblicitario. Si potranno fare le scelte migliori per prendere decisioni più strategiche.

Customer Lifetime Value (CTV)

Il Customer Lifetime Value è un indicatore che fornisce una previsione dei profitti generati da un’azienda in base al suo rapporto con ciascun cliente e consente di stimare un ragionevole costo per acquisizione. Più il CTV è alto più l’azienda è in grado di mantenere un legame con propri clienti, stabilizzare il tasso di coinvolgimento e migliorare la loro soddisfazione.

Traffico Organico e generato da SEA

In generale il traffico organico, quello che arriva sul sito per effetto delle ricerche effettuate sui motori di ricerca, rappresenta una risorsa preziosa che di solito dovrebbe rappresentare più della metà del traffico totale del sito web. Con il SEA si va a valutare la percentuale di traffico generato dal marketing a pagamento, grazie agli annunci pay-per-click, dando così una chiara indicazione di come stanno funzionando le campagne online.

Traffico al sito per generare lead di marketing

L’obiettivo di generare traffico sul sito web è di convertire i visitatori in lead. In quest’ottica è fondamentale misurare il traffico del sito web con i lead di marketing, al fine di valutare la reale efficienza delle azioni di marketing e il loro impatto sul ROI della propria azienda.

ROI generato dai social media

Anche i social media rivestono oggi un ruolo centrale nelle strategie di marketing. Le campagne lanciate sui social dovrebbero dunque essere tracciate, al pari di quelle realizzate su altri canali, andando in questo modo a valutare le ripercussioni sui tassi di conversione e sul ROI.

Email marketing open rate e click-through-rate (CTR)

Le classiche campagne di email marketing vengono valutate generalmente in base alla percentuale di apertura delle e-mail in modo da valutare l’indice di bontà delle e-mail e il grado di coinvolgimento della mailing list, la percentuale di CTR consente di valutare anche l’efficienza della Call To Action, andando a misurare il tasso di click, come numero di click effettuati sui link contenuti in un messaggio email inviato, diviso per il numero di email recapitate.

Click-to-open-rate (CTOR)

Il CTOR misura il numero di click unici rispetto al numero di aperture uniche, consentendo di valutare il livello di interazione che i messaggi sono in grado di innescare.





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